Nuova biblioteca di Lorenteggio - Milano
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 Il progetto focalizza la nuova biblioteca come luogo di "incontro" tra culture, generazioni, lingue, scritture, spazi e attività. La tipologia delle tamponature esterne insieme alla geometria di queste cerca di permettere una commistione ed una penetrazione degli spazi esterni/interni, anche la copertura formando vaste aree esterne coperte permette di valorizzare il rapporto esterno/interno, attraverso una transizione graduale e mediata. Nasce come spazio multifunzionale in se stesso non caratterizzato da feree regole e tradizioni aprendo di fatto la possibilità ad un uso multifunzionale e variabile degli spazzi, sia nell'immediato sia nella visione futura dell'immobile e quindi luogo aperto alle trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche che la società dovrà affrontare. Gli spazi progettati si adattano sia ai comportamenti più raccolti e riflessivi sia alle attività sociali e di gruppo, sono in gran parte spazi ampi che permettono la valorizzazione del patrimonio culturale della biblioteca anche attraverso l'esposizione di questo. Gli spazi si aprono con struttura connettiva semplice e intuibile intorno ad uno spazio centrale di grandi dimensioni che raccoglie le funzioni di accoglienza, informazione e distribuzione, questo potrà accogliere anche le funzioni pubbliche della biblioteca oltre ad essere utilizzabile per eventi aperti alla comunità. L'edificio si apre e si interconnette al giardino ed al parco attraverso pareti vetrate, in modo che questi stessi siano parte integrante del progetto, la natura stessa della biblioteca crea un ambiente che di per se stesso crea confidenza e sicurezza, la ampie porzioni vetrate permettono di creare sicurezza nei fruitori attraverso la possibilità di abbracciare con lo sguardo spazi importanti e frequentati, mantenendo il senso di raccolta interna a mezzo della schermatura "la pelle" in lamiera micro forata che contribuisce alla schermatura solare senza però limitare la visibilità interno/esterno cercando di creare un edificio che non si isoli e si chiuda dall'intorno circostante, ma viceversa che vuole essere permeabile e riconosciuto. I luoghi sono anche un punto di incontro fra generazioni, l'aspetto "tecnologico" del progetto punta infatti ad interessare anche le nuove generazioni favorendone l'approccio alla struttura che altrimenti viene percepita come "noiosa" promuovendo la cultura attraverso mezzi adeguati ad incuriosire l'utente più giovane e tecnologicamente avanzati. Le finiture esterne privilegiano accanto al risultato estetico anche la semplicità di costruzione, manutenzione e l'economicità nell'uso quotidiano, perseguendo una finalità edonistica che è matrice stessa del progetto. Il progetto prevede l'utilizzo di materiali che soddisfino insieme le necessità economiche, architettoniche che coniugano una valenza strutturale ed estetica nel tempo con la facilità di manutenzione. La strutture portanti verticali e quella di copertura sono previste in acciaio successivamente rivestite, le tamponature esterne in vetro ed alluminio e dove possibile si farà ricorso a materiali naturali, quali legno e fibra di legno scelta per la sua somiglianza ad una ingrandimento della grana della carta oltre che per la facilità di posa e capacità di insonorizzazione. Tutta la struttura ma soprattutto le pareti interne, partizioni, impianti tecnologici e gli arredi semifissi seguono le linee guida del concetto cosiddetto "design for disassembly" (DfD) come importante contributo al Design for Environment (DfE), linee guida nate dalle esperienze e dai recenti studi condotte negli Stati Uniti nelle principali università. Queste teorie sono applicate non solo alla progettazione architettonica ma anche a quella tecnologica di dettaglio. Fornendo un piano di costruzione, modifica ed implementazione dell'edificio. Considerando valido il sistema di F. Duffy poi modificato da S. Brand in "How Building's Learn," ovvero il sistema delle sei esse: Site - Structure -Skin - Services - Space Plan - Stuff come sei livelli dal più interno e duraturo al più esterno e variabile come sistema di approccio ad un opera che dovrà essere durativa ma capace di cambiare con la società e la tecnologia. Attenzione è stata posta alle prestazioni energetiche dell'immobile, all'uso di materiali ecologicamente sostenibili, e riciclati/riciclabili, come appunto l'allumino, il vetro, i legni, la fibra di legno e la plastica. A fronte del risparmio di produzione di CO2 ed economico della gestione della struttura è stato previsto in copertura un impianto solare termico e fotovoltaico atto alla produzione di acqua calda e energia elettrica con l'ausilio di batterie e cisterne posti al piano seminterrato, le ampie vetrate, opportunamente coibentate e schermate fungono da serra solare andando a limitare l'uso del riscaldamento.

Progetto eseguito con Arch. Bernardo Rossi e Geom. Paolo Fossaroli